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  • Serena Fiorelli

Un reale sogno ad occhi aperti

Updated: Nov 12, 2020


Italy, 1984 Australia, 2020


Ho sempre creduto in una “uniDIVERSITA'” sia biologica che culturale. E che il miglior modo per viverle sia sul campo.


Mio padre mi diceva sempre di avere pazienza, con la mia determinazione sarei potuta arrivare ovunque... Mia madre dice ancora oggi che le esperienze di vita sono un dono da condividere.


Oggi, a quarant’anni ho capito che avevano entrambi ragione…Ho attraversato il mondo (sono arrivata ovunque :)) e di tutte le esperienze fatte non ne rimarrebbe nulla se non potessi condividerle.


Non sono mai stata una grande comunicatrice, ma grazie a questo ho imparato a sognare. Non parlavo molto da bambina. I miei si sono separati 2 volte e credo avessi paura di creare litigi e dunque altre separazioni….Io e mia sorella non ci siamo mai fatte molta compagnia, troppo diverse. Ho imparato a stare da sola e a trasformarlo in un gioco, per fortuna sono sempre stata una bambina introversa ma creative, e avevo tanti prati e boschi intorno a me in cui perdermi e sperimentare.


Un po’ perché mi sentivo invisibile un po’ perche’ volevo esserlo, ho inventato un’amica immaginaria che giocava insieme a me, che viaggiava e cantava al posto mio. Mi perdevo spesso con lei. La ricordo ancora, sembrava (era) Betty Boop, quella del cartone animato degli anni ‘30: una donnina canterina sempre allegra e solidale con i piu’ deboli e amante degli animali; ci siamo divertite tantissimo.. anche se Betty era in bianco e nero, mi faceva vivere tanti viaggi a colori; soprattutto quando ero circondata da urla. Credo che Betty mi abbia aiutata a sviluppare tantissimo la mia fantasia e creativita’. Lei se ne fregava del permesso degli adulti, dunque faceva tutto quello che MI passava per la testa…:))


Ho ritrovato da poco un tema di quando avevo 9 anni “vorrei andare in Australia” (gia’ determinata ma molto piu’ bilanciata :))…. in realta’ Proprio non lo ricordavo e non so se parlasse di un sogno ad occhi chiusi o aperti….ma ricordo vividamente che io e Betty correvamo tantissimo e ci piaceva disegnarci addosso con i colori dall’ocra al rosso come quelli della terra australiana. Betty era almeno 20’anni avanti …e mi ha salvata. Se oggi sono una donna libera e’ perche’ Betty mi ha insegnato che tutto e’ possibile. E che le liti dei miei genitori sarebbero state, un giorno, la mia salvezza, la spinta per trasformare i miei sogni di bambina in un progetto vita e di libertà...



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